Giornalismo, regole e macchine #digitTorino 5 ottobre

 

giornalismo #digitTorino

Giornalismo, regole e macchine saranno le parole chiave nella nuova tappa itinerante del nostro festival dedicato al giornalismo, alla comunicazione e alla cultura digitale. Il prossimo 5 ottobre saremo dunque a Torino  presso ToolBox Coworking in via Agostino Da Montefeltro 2, per una giornata di formazione per giornalisti aperta come sempre a tutti e per tutti gratuita. Dalle 9 alle 19 una serie di esperti, scienziati, giornalisti, comunicatori, sindacalisti, professori universitari, proveranno ad aggiungere informazioni e conoscenze su due macro temi in cui abbiamo diviso la giornata di formazione. La mattina sarà dedicata a: :“giornalismi, algoritmi e intelligenza artificiale” e vedrà 4 diversi interventi di un’ora ciascuno di altrettanti esperti. Aprirà la mattinata di lavoro  Sergio Ferraris, giornalista scientifico specializzato in temi ambientali ma in questo caso vestirà i dell’esperto di giornalismo e comunicazione a 360° per affrontare un tema davvero cruciale in questi nostri tempi: “la consapevolezza nell’uso dei media da parte dei cittadini, una sfida per i giornalisti”. La media literacy meglio conosciuta come educazione ai media è uno dei temi più stringenti e decisivi per la nostra vita attuale sempre più trasformata in una narrazione continua in diretta, senza filtri e mediatori. E quindi sempre più bisognosa di conoscenza delle regole di ingaggio per tutti e alla portata di tutti. Conoscenza per attivare la coscienza qualcuno direbbe, a nostro avviso, a ragione. Dalle elezioni truccate atrraverso l’uso di bot e profili fake – vedi il caso Cambridge analytica – alla diretta creazione di notizie false per distruggere la credibilità e l’attendibilità delle persone – vedi il recentissimo caso del blogger David Puente, Ferraris da giornalista e comunicatore esperto proverà a suggerire un approccio utile e condivisibile per riposizionare i professionisti del settore nel giusto alveo senza però dimenticare i trentanni appena trascorsi e la compiuta rivoluzione digitale. Giornalista e professore universitario in sociologia della cultura digitale  alla Federico II di Napoli Michele Mezza sarà il secondo relatore di #digitTorino per affrontare il tema di “come Facebook e gli altri social media influenzano concretamente il voto”. Il terzo appuntamento della giornata sarà condotto dal professor Mario Rasetti. Lo scienziato torinese, fisico di caratura mondiale,  candidato per due volte ai Nobel, fondatore e presidente della Isi Foundation di Torino, affronterà il tema : “gli algoritmi spiegati per bene e come influenzano le nostre vite”. A concludere la mattinata di #digitTorino sarà il sociologo Piero Dominici. Il professore dell’Università di Perugia specializzato nello studio dei temi della complessità e della teoria dei sistemi affronterà il tema: “l’intelligenza artificiale e suo impatto sulle persone”.
La seconda parte di #digitTorino denominata “giornalismo, leggi, regole e contratti” sarà aperta dall’intervento  del professor Benedetto Ponti dell’Università di Perugia. L’esperto di diritto dei media digitali ci parlerà di giornalismo, giornalisti e freedom of infomation act nel suo speech denominato: “trasparenza e foia: non un mito ma una necessità nella terza repubblica”. A seguire nel pomeriggio del 5 ottobre presso la key note speech del ToolBox Coworking di Torino troveremo il giornalista e segretario del sindacato dei giornalisti piemontesi Stampa Subalpina Stefano Tallia affiancato dall’editore online Enrico Anghilante che ci parleranno di: “sindacato dei giornalisti e impresa editoriale a confronto sul nuovo contratto Uspi”.  Tema del penultimo speech della prima edizione di #digitTorino del prossimo 5 ottobre sarà :“la direttiva Ue sul copyright spiegata ai giornalisti”. Relatore delegato ad affrontare questo tema assai complesso e di diffiile spiegazione sarà Maurizio Codogno, matematico e divulgatore e portavoce di Wikimedia Italia .  A concludere la giornata è previsto lo speech di Vittorio Pasteris. Il co-fondatore di digit, vice presidente di Lsdi, giornalista ed editore digitale parlerà di :“nuove figure del giornalismo e digitale”. Continua a leggere

digitRoma – 2 febbraio 2018 FNSI, ecco il programma

Saranno tre  gli incontri, uno alla mattina di 4 ore, e due al pomeriggio per un totale di altre 5 ore. In tutto 9 ore di formazione “deontologica” per giornalisti, che possono già prenotarsi accedendo alla piattaforma Sigef, basta cercare gli eventi dal titolo digitRoma, i crediti formativi erogati saranno 13 in tutto (6 la mattina e 7 il pomeriggio). L’evento come sempre sarà gratuito e aperto al pubblico. Vi aspettiamo!

Qui di seguito il programma, ancora in divenire, e quindi ci scusiamo anticipatamente per eventuali errori, omissioni, inesattezze varie ed eventuali.

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digitSegnali episodio 6

Dalla Francia una definizione di algoritmo – L’algoritmo che individua le malattie degli anziani – Il MIT inganna Google – SEO e aggiornamenti degli algoritmi di Google – 2017 l’anno dell’innamoramento per l’algoritmo

Europe1 dà notizia della pubblicazione di un rapporto della CNIL sugli algoritmi. Insomma la Francia fa una riflessione ad alta voce sull’impatto degli algoritmi nella vita di tutti.

 La CNIL – Commission nationale de l’informatique et des libertés –

l’autorità amministratitva indipendente francese incaricata di assicurare l’applicazione della legge sulla tutela dei dati personali nei casi in cui si effettuino raccolte, archiviazioni ed elaborazioni di dati personali. La CNIL fu creata con la legge n. 78-17 del 6 gennaio 1978, è formata da 17 membri di cui 4 sono membri del Parlamento.

la commissione intende modificare la definizione di algoritmo integrando le nozioni di lealtà e vigilanza.

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digitSegnali episodio 5

l’algoritmo che trova gli scoop – i social media non distinguono i contenuti dei bot – una task force per controllare gli algoritmi – l’algoritmo dei social per tracciare i delfini e quello che aiuta a gestire il magazzino

NiemanLab inizia a pubblicare le “consuete” previsioni degli esperti per il 2018.

Dal breve intervento su NiemanLab di John Keefe “rubiamo” solo due affermazioni, che racchiudono un importante significato. Si tratta di un contenuto che, da molto cerchiamo di spiegare, e che sta a dimostrare, a nostro avviso,  il significato  più profondo di questa nostra rubrica settimanale:

I’m not talking about computer-generated stories about earthquakes, earnings reports, or sports scores. These will be stories on your beat, written by humans who understand how to use machine learning to aid their reporting.

Over the past year, conversations around AI and journalism often ventured into worries about artificial intelligence being deployed to replace reporters. But in the new year, we’ll be talking about how often reporters deployed artificial intelligence to land big stories.

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digitSegnali episodio 4

Questa settimana digitSegnali all’insegna della ricerca della diversificazione, usciamo dalla filterbubble… facciamoci dare i giusti consigli per gli acquisti ma… sempre guidati da un algoritmo.

 

Cosa succede quando un algoritmo si mette a scrivere racconti di fantascienza, è questo l’ultimo esperimento di Wired.

Stephen Marche ha scritto insieme ad un algoritmo la storia di fantascienza “Twinkle Twinkle” online su Wired.

Due ricercatori: Adam Hammond e Julian Brooke hanno sviluppato un software che analizza database letterari. Il loro algoritmo può identificare dozzine di dettagli strutturali e stilistici in grandi brani di testo, e se gli viene data in pasto una raccolta di grandi storie, è in grado di identificare tutti i dettagli comuni.

” Ho visto la tecnologia infiltrarsi in innumerevoli mestieri, spesso migliorando il modo in cui le persone lavoravano… Dove la tecnologia può migliorare il mio lavoro? Hammond e Brooke hanno accettato di collaborare con me: un algoritmo può aiutarmi a scrivere una storia migliore?

Ho iniziato dando loro una raccolta delle mie 50 storie di fantascienza preferite, un mix di classici e alcune cose più recenti. L’algoritmo ha confrontato le mie storie con un insieme di altre storie.

Per prima cosa mi hanno indicato una serie di linee guida stilistiche che avrebbero reso la mia storia più simile ai campioni possibili – ad es.  dovevano esserci quattro personaggi parlanti e una certa percentuale del testo doveva essere un dialogo. Poi mi hanno dato 14 regole da seguire, derivate da un processo chiamato “topic modeling”, che avrebbe regolato i principali argomenti e temi della storia. Ora rimaneva una cosa sola da fare: scrivere.

Hammond e Brooke hanno creato un’interfaccia web-based attraverso la quale il loro algoritmo (SciFiQ) dava indicazioni su quanto i singoli dettagli della mia scrittura corrispondessero ai miei 50 lavori preferiti ( i testi che erano stati dati in pasto all’algoritmo inizialmente, ndr) “

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