Pagare l'inchiesta? Ok, ma fatemi scegliere

Nasce il primo sito di giornalismo on demand: i lettori diventano editori, decidono e sostengono finanziariamente le inchieste e i servizi da pubblicare.

2010: si cambia. L´editoria tradizionale attraversa una delle più devastanti crisi di tutti i tempi, poca pubblicità, vendite dimezzate. Su Internet comincia il lento processo di traghettamento dell´informazione a pagamento. Nel frattempo la gente continua a chiedere buon giornalismo, e soprattutto è stanca di pagare per avere in cambio giornalismo capzioso, urlato, partigiano. Inventiamo allora un diverso rapporto fra lettore e operatore dell´informazione senza intermediazioni di gruppi editoriali più o meno schierati. Da una parte il giornalista, dall´altro il suo unico editore vero (idealmente): il lettore. Ecco allora Dig-It. To dig, scavare, in inglese. Dig it, scava più a fondo. Ma anche - in gergo - mi piace. Dig it come Digit, digitale.

Dig-It propone inchieste giornalistiche, l´utente della Rete decide se sono interessanti e le “compra”. Ogni inchiesta o reportage ha un suo costo che viene dunque pagato dagli utenti. Dig-It propone temi, ma soprattutto accoglie e rilancia proposte: l´utente suggerisce un´idea, se questa piace agli altri utenti che sono disposti a pagare per far partire il lavoro, il lavoro parte. Dig-It molto umilmente è una sorta di giornale/non giornale. Non ci sono rubriche, non ci sono sezioni. Ci sono articoli, approfondimenti, commenti. Decisi insieme a chi li paga. L´utente non acquista un prodotto deciso e confezionato da altri: il Direttore di Dig-It è la Rete, l´Editore di Dig-It è la Rete.

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Bloggers in Italiaalessandro.calderoniChi sono i blogger? Persone che usano la tecnologia per esprimere le loro opinioni e che spesso sono tenute in grande considerazione dal popolo della rete. Un viaggio alla scoperta non dei blog ma[...]

Guna, il successo dell'omeopatiaalessandro.calderoniEssere un po´ hippie´ negli anni sessanta e capitani d´industria oggi, conservando però i valori di una cultura che difendeva la natura e guardava a oriente.[...]

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