Inchieste

by NICOLETTA MORABITO

nata a Milano nel 1952 , laureata a Milano in Scienze e Tecnologie Alimentari. Giornalista pubblicista dal 1983. Freelance. Dal 2005 a giugno 2007 consigliere nel direttivo dell’Associazione Lombarda Giornalisti. Da giugno 2007 è consigliere dell’Ordine Nazionale Giornalisti.
Aree di specializzazione: Alimentazione, nutrizione, salute, benessere, ambiente, difesa del consumatore.
Redattore ordinario dal 1981-1983 a Commercio e Turismo (Confcommercio). Dal 1980 a oggi ha collaborato come freelance per numerosi giornali tra cui: Sole 24 ore, Bella, Alba, Quaderni di Controinformazione, Giornale del Farmacista, Giornale del Medico, Tecnica Ospedaliera, Il Latte, La Cucina Italiana, Codice della Cucina Italiana, Vitality, Io Donna.
Ha collaborato con articoli di alimentazione anche per il portale on-line Lifegate. nicolettamorabito@fastwebnet.it

Accendere la luce o spegnere la luce?

Se na parla da tempo, la data è fissata (2016) e siamo tutti tranquilli: le vecchie lampadine incandescenti per uso domestico dovranno essere sostituite dalle più moderne lampade fluorescenti, dalle alogene di nuova generazione e da led e oled.

Il motivo è fondamentalmente di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni di CO2.

Ma le incognite di questa rivoluzione per certi versi epocale sono ancora molte. A cominciare da una domanda dai risvolti inquietanti: la sostituzione delle lampadine fa bene all’ambiente. Ma all’uomo?

Un punto va chiarito subito: questa direttiva UE non vieta ai consumatori di continuare a utilizzare lampade a incandescenza, bensì ne regola soltanto la vendita. Secondo i dati emersi da uno studio del Centro di Ricerca & Sviluppo di Philips, azienda leader nel mercato dell’illuminazione, nel mondo, la sostituzione delle vecchie lampadine avrebbe come conseguenza una riduzione di 239 milioni di tonnellate di CO2 e un risparmio 46 miliardi di euro in elettricità ogni anno. Ottima notizia dunque, ma la questione non è così semplice, le conseguenze di questo cambiamento coinvolgono l’ambiente con seri problemi di smaltimento e il nostro benessere psicofisico, se non si scelgono le lampade giuste per ogni habitat. Le nuove lampade devono essere usate intelligentemente, altrimenti i vantaggi energetici svaniscono nel nulla. Si potrebbe paragonare la lampada all’automobile. Nell’ auto viene calcolato il suo rendimento in quanti kilometri percorre con un litro di benzina andando a 100 km/ora. Lo stesso bisognerebbe fare con le lampade, non basta dire che consumano 60 Watt, si deve aggiungere anche in quali condizioni ambientali. Gli addetti ai lavori sanno bene quanto la temperatura possa influire in positivo o in negativo sul rendimento e anche sulla quantità e qualità della luce emessa da una lampada. Le fluorescenti per esempio illuminano meglio in un ambiente temperato ( dai 20 ° C in su), le alogene al contrario rendono di più al freddo. La stessa lampada fluorescente messa in casa consumerà 20 watt e mi darà il massimo della luce che è in grado di produrre, mentre se la posiziono in giardino a una temperatura inferiore, consumerà sempre 20 Watt, ma farà meno luce.

Problema numero 1: lo smaltimento

Sul fronte dello smaltimento, le alogene e i led non necessitano di raccolta differenziata, le fluorescenti invece contengono mercurio, assai velenoso per l’ambiente, e un componente elettronico che vanno eliminati separatamente portando la lampada nei centri di raccolta specializzati. Per conoscere il punto di raccolta più vicino si può consultare il sito www.cdcraee.it all’interno della sezione Comuni (Lista dei centri di raccolta per aree geografiche). In futuro si prevede la possibilità per i consumatori di restituire la lampada fluorescente rotta o esaurita presso i punti di vendita della distribuzione in cambio dell’acquisto di una nuova.

Problema numero 2: quale lampadina scegliere d’ora in poi

Un altro importante fattore di cui si deve avere conoscenza è il genere di luce emessa dai vari tipi di lampade ovvero la lunghezza d’onda di emissione. Le alogene hanno uno spettro continuo con tutte le lunghezze d’onda non equilibrato perché leggermente spostato sul rosso, le fluorescenti sono proposte con uno spettro discontinuo e diverso da ogni produttore e da ogni lampada, i led emettono uno spettro dedicato su bande ristrette , differente per ogni led. Tutte notizie non riportate in etichetta. L’importanza della lunghezza d’onda è invece fondamentale da conoscere per acquistare la lampada idonea all’ambiente che deve illuminare. La Osram, tra le più importanti aziende del settore, propone lampade fluorescenti in sette diverse tonalità di colore a partire da 2700 K fino a 800 K, per accontentare tutte le esigenze di illuminazione.

Problema numero 3: la luce, una scienza ancora da scrivere

Francesco Iannone lighting designer iscritto a PLDA (Professional Lighting Designer’s Association) e membro ADI (Associazione per il Disegno Industriale) alla domanda se le differenze di spettro emesso dai vari tipi di lampade può influenzare lo stato di percezione delle persone sia nell’ambiente domestico, sia in quello lavorativo, risponde così: “ La luce sarà la grande scoperta dei prossimi 15 anni. Molte università nel mondo stanno facendo ricerche in questo campo e io stesso e numerosi miei colleghi stimo lavorando al rapporto qualità dello spettro/ influenza sull’uomo e sull’ambiente in cui vive. Ormai si sa con certezza che la qualità della nostra vita è fortemente influenzata dalla luce artificiale. Facciamo esempi concreti. Nelle mura domestiche possiamo consigliare di svegliarci al mattino con una luce leggermente blu e rilassarci alla sera sotto una luce aranciata esattamente come succede con la luce naturale del sole all’alba e al tramonto. Al momento dell’acquisto delle nuove lampade si dovrà quindi fare una scelta ragionata e differenziare la scelta a seconda di dove verrà collocata la fonte di luce e su come verrà utilizzata. Se parliamo invece di futuro, si può dire che esiste già la domotica, ovvero la gestione delle varie utenze di casa tramite un programma elettronico. Tecnologia di recente nascita, ma con grandi possibilità di sviluppo. Tutto sarà semplificato e vorrei sognare un lampadario di casa intelligente in grado di seguire il mio umore e le mie esigenze fisiologiche modificando nella giornata la qualità della luce emessa. Esistono già apparecchi con queste caratteristiche e mi auguro che tra pochi anni questa tecnologia scaturisca da studi e ricerche serie e non da tendenze modaiole e sia alla portata di tutti.”

Problema numero 4: la luce influisce sul nostro benessere?

Una luce artificiale appropriata potrà quindi contribuire al nostro benessere psicofisico o al contrario una luce con emissioni di lunghezze d’onda inadeguate provocherà uno stato di malessere generale, difficoltà di concentrazione, affaticamento visivo, fino ad arrivare al mal di testa. Una conferma a questa teoria arriva da Francesco Benedetti ricercatore del San Raffaele (www.cet.org) che da più di 15 anni studia l’effetto benefico della luce su pazienti che soffrono di depressione stagionale dovuta alla mancanza di luce nei mesi autunnali e invernali. “Basta esporre il soggetto a una luce con una intensità sufficiente a stimolare l’orologio biologico detto anche ciclo circadiano, ingannandolo a facendogli credere di essere in estate e la depressione guarisce con una efficacia addirittura superiore a quella dei farmaci tradizionali. Usiamo lampade speciali a luce bianca che riproduce lo spettro della luce solare , ma depurata dai raggi dannosi come gli ultravioletti e gli infrarossi. Sono studi portati avanti in tutto il mondo dalle più importanti università come la Columbia University Medical Center con Michael Terman “. Citiamo due articoli significativi : Blue in the Face di Michael Termal pubblicato su Sleep Med marzo 2009 e Is Internal Timing Key to Mental Healt? Di Yudihijt Bhattacharjee del 14 settembre 2007 vol 317 www.sciencemag.org. L’importanza dei cicli circadiani per il buon funzionamento del nostro organismo è fondamentale, infatti regola tutti i ritmi ormonali e metabolici del nostro corpo. Ogni organo interno segue un andamento ciclico che segue la giornata, se però veniamo sottoposti a un forte e costante inquinamento luminoso, il ciclo circadiano va fuori sincrono. Ormai viviamo per la maggior parte del giorno in luoghi chiusi dove la luce artificiale è insufficiente, arriva infatti a circa 100 lux, mentre il sole emana 30.000 lux, per contro la sera, subiamo un eccesso di luce nel momento in cui si dovremmo stare al buio. “Questo potrebbe spiegare l’aumento esponenziale di fenomeni depressivi registrato dal ‘900 in poi.- spiega Francesco Benedetti- si è calcolato che se continua così nel 2020 la depressione sarà la seconda causa di malattia disabilitante nel mondo occidentale”.

Diventa quindi importante incrementare le informazioni da inserire sulle etichette del packaging delle nuove lampade, visto che hanno caratteristiche tanto diverse e performance illuminanti molto disparate che possono influenzare la qualità della vita.

Impariamo a leggere l’etichetta informativa

Le informazioni basilari per il consumatore dovrebbero essere:

  1. assorbimento totale di energia (lampada + starter)
  2. emissione di lumen totale (nella situazione ambientale ottimale)
  3. tipo di spettro della luce
  4. temperatura di utilizzo per quella emissione
  5. temperatura di utilizzo per altre emissioni
  6. Consigli per la scelta delle lampade più adatte al tipo di utilizzo:
  7. interno o esterno
  8. casa o ufficio
  9. Spiegazioni sul corretto smaltimento con indicazioni dei luoghi dedicati.

Caratteristiche tecniche

Nuove alogene: hanno un cuore di quarzo e tugsteno contenuto in una ampolla di vetro, assomigliano nell’aspetto e nel tipo di luce alle vecchie lampade incandescenti. Permettono un risparmio energetico di circa il 30%. Lo spettro è continuo, non equilibrato e spostato sul rosso.

Fluorescenti compatte: il bulbo contiene polvere di fosforo che una volta eccitata produce luce. volta eccitata produce luce. Permettono un risparmio energetico del 60% circa. Lo spettro è discontinuo, una sorta di pettine di lunghezze d’onda variabili. Ogni produttore utilizza una gamma diversa che può ulteriormente variare per ogni tipo di lampada.

Led: un diodo che riesce a emettere luce grazie alla eccitazione dei suoi strati. Molto versatili. Le lampade a led hanno uno spettro dedicato a gruppi di lunghezze d’onda differenti per ogni led e differenti per ogni produttore. Questa informazione non viene dichiarata.

Oled: un pellicola che contiene led organici che si eccitano al passare della tensione elettrica. Questo prodotto è addirittura stampabile. Lo si usa per lo schermo dei telefonini di ultima generazione o per illuminazione d’effetto.