Pronti per Dig.It 2014?

Fare il punto, in carne e ossa, vedersi, toccarsi conoscersi off-line, ogni tanto può essere utile e costruttivo anche per “noi” digitali.

Siamo qui, di nuovo, sono passati tre anni dall’idea che ha generato questo evento congressuale.

Torna Dig.It.dig-itSiamo a Prato e non più a Firenze. Abbiamo scelto di scendere in strada, in modo analogico e digitale. Fare un altro salto, più in alto, ancora di più. Provare a convertire un convegno nato per discutere di giornalismo digitale in un appuntamento di qualificazione e formazione professionale oltreché di discussione a 360° sui mondi digitali.

Provare a coinvolgere per davvero, non solo un territorio virtuale, una professione in divenire, un coacervo di persone-mestieri-lavori-prospettive-orientamenti, ma anche, un territorio fisico preciso, un area a forte vocazione industriale con uno spiccato senso per le tecnologie, magari digitali.

Inutile dire che Prato è questo territorio, ed è qui assieme ai pratesi e ai digitali di ogni parte del mondo globale che vorremmo proseguire il nostro cammino.

4 panel “generalisti” di confronto e approfondimento 40 laboratori/lezioni per imparare le tecniche, mettere a fuoco i temi e presentare le novità del settore. Questi i numeri della terza edizione di Dig.It che inizia venerdì 19 presso la nuova sede della Camera di Commercio di Prato.

Nel panel d’apertura, che vede fra gli ospiti di Pino Rea, anche il Presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, presenteremo i primi dati di una ricerca “epocale” per il giornalismo italiano. Uno studio commissionato dallo stesso Ordine dei Giornalisti e realizzato da Pino Rea assieme ad alcuni esperti del settore, fra cui Pierluca Santoro, anch’egli ospite del panel, in cui per la prima volta si indaga in forma ufficiale il comparto del giornalismo digitale italiano.

Rea e gli studiosi che hanno collaborato alla ricerca hanno incontrato e intervistato alcuni dei protagonisti della rivoluzione digitale del giornalismo nostrano per cercare di comprendere a fondo il fenomeno e raccogliere dati sulla sua diffusione nel nostro Paese.

Nel secondo panel di discussione di Digit14 parleremo invece di soldi. In particolare Vittorio Pasteris che condurrà l’evento incontrerà gli autori di due libri ( #1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online)) e (Affare bitcoin. Pagare col p2p e senza banche centrali) che provano a ipotizzare, uno un nuovo modo di produrre e pagare l’informazione tenendo conto dei fabbisogni sociali, e l’altro l’introduzione e l’uso della valuta digitale – i bitcoin – per pagare le cose, magari anche la stessa informazione.

Assieme a Pasteris e agli autori dei libri Marco Dal Pozzo e Gabriele De Palma sul palco troveranno posto anche editori e giornalisti digitali e….forse per la prima volta…anche i banchieri digitali.
La seconda giornata di lavoro, sabato 20 settembre, si aprirà con il panel “scientifico“ della nostra manifestazione. Abbiamo pensato di introdurre un argomento a forte valenza giornalistico/digitale ma ancora quasi del tutto sconosciuto ai consumatori e anche agli stessi professionisti dell’informazione. Si chiama Sensor Journalism è una disciplina di raccolta e diffusione di dati in forma giornalistica attraverso l’uso di sensori sperimentata in America lo scorso anno. Proveremo a parlarne con gli unici giornalisti italiani che al momento la stanno utilizzando e con alcuni scienziati esperti nella costruzione e nell’uso dei sensori.
A chiudere i lavori della sessione “generalista” di Digit14 troviamo un panel dedicato al FOIA, acronimo di Freedom Of Information Act. Anche grazie all’attività di Lsdi, il sito/laboratorio delle idee sul giornalismo che organizza Digit, è partita nel 2012 una campagna di sensibilizzazione per convincere il Governo italiano ad introdurre anche nel nostro Paese una legge che garantisca a chiunque l’accesso ai documenti della PA, senza la necessità di motivare la richiesta. Nel panel di Digit14 vorremmo provare a capire assieme ad alcuni giornalisti come mai i media italiani ignorano il FOIA? Perché nessuno utilizza un importante strumento di giornalismo e di democrazia come questo.
Tutti i panel “generalisti”, così come i 40 workshop mono-tematici di un’ora concorrono alla formazione professionale dei giornalisti e per ciascuno di questi eventi l’ordine dei giornalisti corrisponderà ai partecipanti dei crediti formativi.

Nei 40 workshop “formativi” si affronteranno i temi più disparati, dalla
sicurezza online per giornalisti e fonti, al ruolo degli influencers, dal native
advertising al ruolo degli e-book nel giornalismo.

Vi aspettiamo!

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