Tutto pronto per #Digit15 il festival nazionale del giornalismo digitale a Prato il 2 e 3 ottobre

logodig950x411Ultimi ritocchi per  Digit, il festival nazionale del giornalismo digitale, giunto quest’anno alla sua quarta  edizione, che si svolgerà il 2 e 3 ottobre a Prato presso la Camera di Commercio.

Il tema della manifestazione quest’anno è digitale è cultura, come dire smettiamo di pensare che la rivoluzione digitale sia solo un fenomeno tecnologico e proviamo a comprendere il cambiamento in toto, aprendoci ad un nuovo modo di vedere e fare le cose, anche nel giornalismo.

Tutti gli eventi, 25 workshop e 2 panel, sono gratuiti e aperti a tutti. Per i giornalisti hanno anche funzione formativa ed erogano crediti professionali. (2 per i workshp e 3 per i panel), le prenotazioni si raccolgono

Per chi non riuscisse a prenotarsi online o, per i giornalisti interessati, avesse già prenotato i 3 eventi/mese che concede il regolamento per la formazione dell’Odg, nessun problema,  sarà possibile farlo direttamente durante il festival presso la segreteria della manifestazione.

Per seguire la manifestazione sui social l’hastag è #digit15

Maggiori informazioni su Dig.It 2015 le trovate qui
http://www.lsdi.it/2015/digitale-e-cultura/

Tutti gli eventi del Festival saranno trasmessi online

Per contatti: [email protected]

Seguici su twitter: @digit_tweetFacebook

Il programma in pdf

 

Programma digit15

2 – 3 ottobre Dig.it ed. 2015 – Camera di Commercio di Prato

2 Ottobre

Panel
h 10-13 Auditorium
Hate speech Gestire le comunità, non l’odio
Marco Pratellesi, Daniele Chieffi, Letizia Materassi, Valentina Vellucci, Brahim Maarad, Ciro Pellegrino e Alessia Giannoni

Workshop
h 9-11 Sala Convegni Liveblogging
David Mammano e Marco Giovannelli

h 9-11 Sala Consiglio
L’Amministrazione digitale come è e come dovrebbe essere
Gianni Dominici e Luca Attias

h 11-13 Sala Convegni
Journalism for the Future
Danilo Fastelli, Marianna Bruschi e Paolo Piacenza

h 11-13 Sala Consiglio
Giornalismi e libertà di espressione (digitale)
Benedetto Ponti, Mario Tedeschini Lalli

h 13.30-15.30 Sala Convegni
Se le notizie si trovano sui social
Pier Luca Santoro e Marco Renzi

h 13.30-15.30 Sala Consiglio
App for journalism
Alessandro Cappai e Vittorio Pasteris

h 15.30-17.30 Sala Convegni
La Filterbubble
Marco Dal Pozzo e Rita Marchetti

h 15.30-17.30 Sala Consiglio
Linux per il giornalismo
Luca Ceccarelli e Ludvig Bargagli

h 17.30-19.30 Sala Convegni
Long form journalism
Angelo Cimarosti e Leila Zoia

h 17.30-19.30 Sala Consiglio
Whistleblowing all’taliana
Marco Calamari e Vittorio Pasteris

Il 2 ottobre sarà anche consegnato il Premio Marco Zamperini per il giornalismo digitale

3 Ottobre

Panel
h 10-13 Auditorium
Il giornalista imprenditore: unica via eppure impossibile da percorrere
Daniele Chieffi, Enzo lacopino, Luigi Cobisi, Marco Giovannelli, Alberto Puliaflto, Raffaele Lo Russo, Lucia Aterini

Workshop
h 9-11 Sala Convegni
Periscope narrare gli eventi in diretta tv
Alberto Puliafito e Guido Scorza

h 9-11 Sala Consiglio
Deontologia del giornalismo fra Italia e Stati Uniti
Carlo Bartoli e Mario Tedeschini Lalli

h 11-13 Sala Convegni
Infoarchitetture, usabilità,leggibilità, responsive webdesign
Emiliano Ricci e Antonella Beccaria

h 11-13 Sala Consiglio
Best practice per l’editoria digitale
Roberta Di Sabatino e Vittorio Pasteris

h 13.30-15.30 Sala Convegni
Informazione nativa digitale i modelli Fanpage, Varese news, Il Giunco
Ciro Pellegrino, Daniele Reali e Marco Giovannelli

h 13.30-15.30 Sala Consiglio
Drone journalism: la notizia arriva volando
Deborah Bianchi e Angelo Cimarosti

h 15.30-17.30 Sala Convegni
Instagram for journalist
Antonella Beccaria e Andrea Fama

h 15.30-17.30 Sala Consiglio
L’algoritmo di Twitter
Andrea Boscaro e Marco Renzi

h 17.30-19.30 Sala Convegni
Comunicare il lavoro attraverso i social
Chiara Buongiovanni e Leila Zoia

h 17.30-19.30 Sala Consiglio
Giornalismo scientifico digifale
Emiliano Ricci e Vittorio Pasteris

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  • Stefano R.

    Con Luca Attias e Gianni Dominici ci sarà anche Michele http://www.innovatv.it/video/3000433/michele-melchionda/forum-pa-tra-etica-digitale-e-follia-fare-squadra-linnovazione è un appuntamento da non perdere

  • Cinzio

    Come speravano tutti i frequentatori di questo spazio o similari, i tempi stanno lentamente ma inevitabilmente maturando per la divulgazione in materia di innovazione e cultura digitale.
    E domattina alle ore 9.00 a Prato Digit, al festival del giornalismo digitale organizzato da Libertà di Stampa Diritto all’Informazione, Gianni Dominici (Direttore di FORUM PA), Luca Attias e Michele Melchionda della Corte dei Conti saranno i protagonisti del workshop dal titolo “L’Amministrazione digitale come è e come dovrebbe essere”.
    L’aspetto importante per l’appuntamento di Prato è che, finalmente, gli interlocutori sono dei giornalisti che vengono a sentire una lezione sul digitale. Implementare le competenze di chi si occupa di comunicazione è fondamentale per far acquisire la consapevolezza sull’emergenza digitale.
    L’avvento del digitale ha oggi le dimensioni sociali, economiche e culturali di una vera e propria rivoluzione. Grazie ai media digitali ci si connette in rete, si acquistano prodotti online, si scaricano le app, si aggiorna il proprio profilo virtuale, ci si scambiano email o sms; queste sono solo alcune tra le infinite attività e i gesti abitudinari entrati a far parte della vita quotidiana di miliardi di persone.
    L’impatto maggiore è stato sull’immaginario politico contemporaneo, che ha visto nel digitale una meta cui tendere a tutti i costi. L’esempio forse più interessante è la politica del governo Clinton che, nei primi anni ‘90, ha messo al centro quelle che ha chiamato le ‘autostrade dell’informazione’. Quasi come se si trattasse di uno dei grandi temi in grado di far progredire e democratizzare le società contemporanee.
    «Civiltà è sinonimo di digitalizzazione – ha detto Attias – Noi in Italia viviamo in un contesto di emergenza sanità, emergenza corruzione, scuola, immigrazione.»
    E non solo. Leggevo tempo fa, in materia di Protezione Civile, che allo stato attuale nessuna informazione vitale (ovvero di vite in pericolo) viene veicolata primariamente sui canale web e social. La rete di informazione tra soccorritori, istituzioni e Protezione Civile avviene attraverso i canali tradizionali come telefono e fax. L’e-mail è utilizzata come supporto dell’informazione.
    E allora, cosa scriverei, cosa diffonderei se fossi un giornalista ?
    Che per utilizzare i nuovi mezzi a nostra disposizione ciò che ci deve sostenere è innanzitutto il senso di responsabilità. Elemento essenziale su tutti fronti: sia dal lato del singolo cittadino che con corretto senso civico si anima d’interesse nei confronti della cosa pubblica, sia dal canto delle istituzioni le quali hanno il dovere di amministrare nella massima correttezza.
    «Una maggiore trasparenza può condurre ad una più grande responsabilità del governo verso i cittadini, amplificando la trasparenza dei meccanismi esistenti, ma senza influenzare il funzionamento interno degli organi di governo, cambiamenti politici di lungo corso saranno improbabili» (Lauren Rhue, Arun Sundararajan 2014).
    Di fatto il binomio controllo e libertà sono le due facce della moneta digitale ed il flusso delle informazioni può essere così a vantaggio tanto dei governi quanto dei cittadini: se i governi utilizzano le comunicazioni dei cittadini per tenerli sotto controllo, diminuiscono le propensioni di questi ultimi ad esprimere liberamente online le loro opinioni; se invece i cittadini monitorano grazie al web i loro leader, le libertà civili possono aumentare.
    Indubbiamente, da quanto si apprende, attualmente esiste di fatto estrema difficoltà di smantellare una rete informatica evoluta e consolidata. Mentre può essere facile, in un momento di crisi politica, impedire la diffusione delle notizie su carta stampata o “spegnere” il sistema di comunicazione tradizionale (ad esempio: televisioni e radio), sta diventando sempre più difficile per i governi bloccare, o completamente o per lungo tempo, il traffico circolante in Internet e smantellare una infrastruttura che sta diventando sempre più indipendente e con “vita propria” (grazie anche a telefonini e strumenti “personali” degli attivisti).
    Una maggiore trasparenza quindi può condurre ad una maggiore responsabilità del Governo verso i cittadini. Ma senza influenzare il funzionamento interno degli organi di potere, cambiamenti politici di lungo corso saranno improbabili.

  • Cinzio

    Non avendo partecipato al workshop di Prato, nutro la speranza che i (pochi ?…sensazione percepita dall’applauso…o forse un’aula troppo piccola….siamo abituati ad altri numeri…) giornalisti presenti abbiano recepito i concetti e li diffonderanno correttamente.
    Se poi finalmente in massa volessero frequentare la “palestra dell’innovazione” luogo in cui, basati su solidi fondamenti di etica, si praticano autoconsapevolezza, creatività, imprenditorialità e innovazione (tecnologica, sociale e personale) , l’Ing. Attias sarà senz’altro disponibile ad accoglierli.
    I giornalisti infatti hanno il compito di spingere perché l’innovazione deve avere una portata, una pervasività e un’incidenza molto ampia e capillare, deve toccare tutti i gangli vitali dell’economia e della società, nel pubblico e nel privato, in quanto ormai è componente primaria di un paese moderno.
    La P.A. italiana ha bisogno di leader dell’innovazione che, come l’Ing. Attias, sappiano indicare la strada del cambiamento con l’autorevolezza che deriva dalla piena consapevolezza dei problemi da affrontare e delle soluzioni da mettere in campo, che hanno ben chiaro quali sono le priorità da affrontare, che sanno ragionare sulla fattibilità dei progetti e valutare se una soluzione è organizzativamente perseguibile.
    Il concetto di base è sempre lo stesso: semplificare, diffondere il digitale facendone risultare chiari i vantaggi.
    E cosa si propone ? Un trittico intelligente e armonioso di innovazione sociale (cultura), di processo (management) e tecnologica.
    L’innovazione sociale è il tipo di innovazione più complessa e difficile da innestare nella P.A. in quanto, anche per mia esperienza consolidata, deriva da approcci culturali squisitamente spontanei dei dipendenti e dirigenti che, causa l’assenza di un reale supporto all’innovazione, si propongono come attori di iniziative e progetti nuovi, sperimentali, casuali ma sempre orientati al miglioramento. L’innovazione sociale per realizzarsi si deve alimentare di dipendenti e dirigenti intraprendenti e creativi, con idee nuove, capaci di gestire in maniera trasversale in controtendenza alle tradizionali modalità organizzative per compartimenti stagni; essa deve tendere a migliorare la qualità interna della P.A. e, contemporaneamente, a migliorare i rapporti che la P.A. intrattiene con le varie controparti per raggiungere gli obiettivi imposti della cosiddetta “amministrazione trasparente”.
    L’innovazione di processo è necessaria per migliorare le procedure operative, l’ottimizzazione dei flussi di lavoro e dei tempi; deve consentire interazione e comunicazione più efficaci e permettere l’interscambio completo delle informazioni eliminando definitivamente l’utilizzo di carta, modernizzare le interrelazioni tra gli uffici interni e quelle tra uffici e cittadini.
    L’innovazione tecnologica permette ed abilita gli individui a co-gestire informazioni e processi partecipativi in maniera tale che tutti possano beneficiarne in vari campi e nella maniera più completa e ottimale possibile. L’innovazione tecnologica è un fattore fortemente abilitante che fornisce gli strumenti idonei per fare le cose al meglio, farle in maniera partecipata grazie alla generazione e condivisione di flussi bidirezionali di informazioni utili. Nella P.A. l’innovazione tecnologica deve evitare disservizi causati da tempi lunghi di latenza e dare priorità alle soluzioni tecniche che minimizzano impatti di spesa.
    Concludendo, è indispensabile ribadire che l’innovazione è un processo umano che deriva da un attitudine culturale: idee escogitate che si trasformano in comportamenti anche senza una legge che lo imponga. L’innovazione è soprattutto un processo politico: oggi i politici devono agire su piani definiti tralasciando la burocrazia. In tal modo l’innovazione sarà oleata ed agevolata per generare mutamenti positivi e rapidi nella società. Dai processi di innovazione nessun individuo è escluso: tutti hanno una conoscenza utile e devono essere disposti a condividerla facilmente e quotidianamente. Il punto di partenza per l’innovazione è che può essere generata solo attraverso una conversione culturale della classe politica, della dirigenza tecnica/amministrativa e dei dipendenti supportati costantemente da una forte motivazione. E in tutto questo i giornalisti giocano un ruolo fondamentale.
    Altrimenti è invecchiamento, torpore, isolamento, inconsapevolezza e rassegnazione. Con l’emigrazione che torna di moda.

  • Stefania

    Non si può far venire uno come Attias e buttarlo in una sala con 20 persone.