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#digit19 Ecco le slide di “quasi” tutti i nostri relatori (pt.1)

Eccoci arrivati al resoconto della nostro ultimo evento live che si è svolto il 14 e 15 marzo scorso presso il Pin Polo Universitario di Prato. Mentre aspettiamo, sono oramai imminenti, i video integrali di tutti gli interventi dei relatori intervenuti alla nostra manifestazione, proviamo a portarci avanti con il lavoro pubblicando le slide degli interventi dei medesimi relatori. Non tutte ma quasi, come suggerisce il titolo, diciamo il 99%, mancano quelle di Bruno Mastroianni e Vera Gheno che delle slide hanno fatto a meno preferendo utilizzare nel loro intervento non uno schermo e delle animazioni digitali ma  una lavagna vera e propria, fatta di grandi fogli di carta bianca da riempire di scritte fatte a mano con pennarelli a punta extra large.

 

 

 

Quindi per riuscire a godere dell’intervento dei nostri graditissimi esperti di “dispute sui social e gestione intelligenti dei commenti sulle bacheche digitali” dovremmo attendere la pubblicazione del video del loro speech. Ma per tutti gli altri eccoci pronti e direi anche di cominciare andando in ordine di apparizione e  chiedendo subito scusa a tutti i relatori, per eventuali nostre imprecisioni, errori, e sbavature di vario tipo. Intanto grazie a tutti per l’attenzione e per la partecipazione al nostro evento pratese; stiamo preparando altri 3, forse 4, eventi digit in giro per l’Italia, stay tuned!!!

 

 

Abbiamo iniziato la prima giornata del nostro evento dedicato al giornalismo e alla comunciazione digitale con un panel di 4 ore dalle 9,30 alle 12,30 tutto dedicato al 5g, il nuovo protocollo di tramissione dei dati (detto appunto di Quinta Generazione) che con la sua prossima entrata in vigore cambierà radicalmente la nostra vita:

 

 

Alessio Beltrame Fondazione Ugo Bordoni

Ancora sul 5g e sulle sue implicazioni nella nostra vita divenuta oramai totalmente digitale abbiamo avuto la grande opportunità di ospitare gli interventi di due professori universitari coinvolti nella sperimentazione sul campo del nuovo protocollo di trasmissione dei dati:

Lorenzo Mucchi professore associato presso il dipartimento dell’informazione dell’Università di Firenze

 

Il secondo intervento tecnico sul 5g è stato condotto dal

 

 

Professor Mauro Lombardi dell’Università di Firenze

La prima parte del nostro convegno –  tutta dedicata al 5g – che coincideva con la mattinata di lavoro del 14 marzo si è conclusa con l’intervento di

Proseguiamo con la pubblicazione dei materiali di #digit19 e veniamo alle due sessioni di incontro del pomeriggio. La prima è stata dedicata ai Google Dni, di seguito le slide di presentazione realizzate da noi medesimi e in particolare da

A queste slide di presentazione dell’argomento vanno aggiunte altre slide confezionate da uno dei relatori del panel

A seguire troviamo le slide dell’ultimo panel della prima giornata del nostro festival dedicato al contratto Uspi-Fnsi, anche in questo caso sono state realizzate da
Marco Renzi

Qui si conclude la prima giornata di #digit19, e qui concludiamo anche questo post, a brevissimo il secondo post con gli altri materiali del festival, grazie dell’attenzione e a prestissimo 😉

Perché c’è bisogno di Smart Society in Smart Cities?

Prosegue la pubblicazione degli atti di digit16. La seconda puntata è dedicata al workshop “Smart Society in Smart Cities” di e con Marco Dal Pozzo e Piero Dominici.

La cultura digitale deve andare di pari passo con l’evoluzione tecnologica non sono sufficienti le abilitazioni tecnologiche e quelle legislative per avviare il cambiamento, ma contano gli aspetti sociali, culturali e organizzativi. Ecco perché, quello delle Smart City e Smart Society, non è un tema da affrontare soltanto da un punto di vista tecnologico/legislativo, ma anche ripensando le organizzazioni come sistemi sociali aperti in cui le persone abbiano un ruolo costantemente cooperativo e collaborativo.
Partendo proprio da questioni di ordine sociologico, individuando la necessità di percorsi di cooperazione per la gestione del Bene Comune, il workshop è l’occasione di approfondimento e di formulazione di ipotesi di lavoro su una materia tanto interessante quanto complessa.

Le slide dell’intervento:  Continua a leggere

Crisis management #digit16

crisisQuando si parla di crisis management si intende una situazione critica nella quale un’azienda o un’organizzazione si trova e ne può determinare una diminuzione della fiducia degli utenti e un crollo dei profitti. In queste situazioni delicate la comunicazione durante e dopo la crisi è fondamentale per salvaguardare la reputazione e l’immagine dei soggetti coinvolti.
Oggi la maggior parte del valore aziendale si gioca sugli asset intangibili; è fondamentale creare un legame stabile con i propri consumatori in modo che essi stessi diventino promotori del brand. In una situazione di crisi, solitamente imprevedibile, se l’azienda si trova sprovvista di un sistema di pianificazione in grado di contenere i danni è necessario prendere le redini immediatamente per evitare che i rumors si diffondano a macchia d’olio soprattutto attraverso internet.
Sul web la notizia diventa globale, tutti i processi di comunicazione vengono accelerati e, soprattutto, si crea un “luogo della memoria” nel quale tutti possono ritrovare informazioni ed esprimere opinioni. Continua a leggere

Second Screen #digit16

ddLa second screen experience è, come viene molto bene definita da Lillo Montalto Molella in un capitolo specifico ad essa dedicato del suo libro “ Real time journalism “,  : << un secondo schermo che completa l’esperienza della visione per lo spettatore multitasker, che non perde occasione di gestire  la propria reputazione inserendosi nella discussione di una comunità legata dagli stessi interessi >>.

Il primo schermo, cui l’esperienza second screen fa riferimento, è quello della Tv, il secondo schermo è quello del device digitale che utilizziamo in quel particolare momento  per realizzare questa esperienza condivisa: smartphone, tablet, pc. Il luogo/ambiente digitale in cui questa esperienza si realizza è un social media, preferibilmente Twitter, ma non ci sono particolari differenze, ogni altro schermo, ogni altro ambiente, inteso come ambiente sociale digitale online, va benissimo. Continua a leggere

Politica e campagne elettorali #digit16

politicsLa politica degli anni Duemila è molto diversa, nelle sue forme organizzative e relazionali, rispetto alla politica del passato e ora vive una fase di profonda crisi di cui la retesarebbe la causa ma anche la soluzione.
La centralità che possiede oggi la rete sull’organizzazione, la partecipazione, l’informazione e la mobilitazione della società ha costretto i partiti, le tradizionali forme di organizzazione politica, a ripensare alla propria
struttura, funzione e comunicazione per rispondere alla perdita del tradizionale monopolio della politica istituzionalizzata.
Questa centralità della rete nella politica contemporanea si è manifestata prima e con maggior evidenza negli Stati Uniti, con le elezioni presidenziali di Barack Obama del 2008 e 2012, per poi diffondersi in tutti i paesi democratici a mediatizzazione avanzata.
Ma quali sono i rischi? Quali sono le conseguenze di questo fenomeno sul dibattito politico, sulla qualità dei contenuti, sulla democrazia e sulla libertà? Continua a leggere

Gestire le emergenze sui social #digit16

terremoto-centro-italia-770x285La preparazione paga. Soprattutto nella gestione delle emergenze. Colpita al cuore da due terribili terremoto nel 1979 e nel 1997l’Umbria è stata la prima regione italiana a dotarsi già molti anni fa non solo di Piani operativi di Protezione civile, ma di una strategia organizzata ed omogenea, che faceva capo alla Regione.
Il Centro operativo di Foligno, una struttura che ha messo insieme tutto il sistema regionale di Protezione civile, dopo poco minuti dalla terribile scossa dello scorso 24 agosto, era già all’opera, coordinato dalla Presidente della Regione Marini.
E sia dai collegamenti televisivi, che dalle azioni operative sul territorio, si è constatato quanto l’Umbria sia diventata una eccellenza nazionale, grazie proprio ad una grave situazione di crisi, come è stato il terribile terremoto del 1997.
Ad un progetto di formazione e comunicazione dell’emergenza sta lavorando la Regione Abruzzo, con il supporto scientifico dell’Università di Teramo. Continua a leggere