Archivi tag: giornalismo

Crisis management #digit16

crisisQuando si parla di crisis management si intende una situazione critica nella quale un’azienda o un’organizzazione si trova e ne può determinare una diminuzione della fiducia degli utenti e un crollo dei profitti. In queste situazioni delicate la comunicazione durante e dopo la crisi è fondamentale per salvaguardare la reputazione e l’immagine dei soggetti coinvolti.
Oggi la maggior parte del valore aziendale si gioca sugli asset intangibili; è fondamentale creare un legame stabile con i propri consumatori in modo che essi stessi diventino promotori del brand. In una situazione di crisi, solitamente imprevedibile, se l’azienda si trova sprovvista di un sistema di pianificazione in grado di contenere i danni è necessario prendere le redini immediatamente per evitare che i rumors si diffondano a macchia d’olio soprattutto attraverso internet.
Sul web la notizia diventa globale, tutti i processi di comunicazione vengono accelerati e, soprattutto, si crea un “luogo della memoria” nel quale tutti possono ritrovare informazioni ed esprimere opinioni. Continua a leggere

La Toscana degli uffici stampa #digit16

monitoraggio-uffici-stampaMetà dei Comuni della Toscana non ha un ufficio stampa. È quanto emerge dal primo Rapporto sugli uffici stampa toscani, promosso dall’Associazione Stampa Toscana e dal Gus in collaborazione con l’Anci Toscana. Su 271 Comuni che hanno risposto alla rilevazione, 148 non hanno un ufficio stampa. Complessivamente operano negli uffici stampa dei Comuni toscani 97 giornalisti e 9 agenzie/società di giornalisti che “coprono” il servizio per conto di 29 Comuni. Monitorati anche altri uffici stampa pubblici (Regione Toscana, Agenzie, enti e fondazioni regionali, Asl e aziende ospedaliere, Università, Camere di commercio) e privati (Associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, Terzo Settore, società partecipate). Continua a leggere

Giornalismo dalla pratica alla teoria #digit16

gioI giornalisti oggi subiscono la mutazione del giornalismo e non la guidano. In uno scenario in continua trasformazione pratiche consolidate e assodate diventano obsolete in batter d’occhio, figure professionali fino a poco tempo fa indispensabili sono cancellate. E i giornalisti, nonostante siano ancora ai vertici della filiera editoriale non riescono a guidare questi processi. In primo luogo non c’è l’abitudine, da parte dei giornalisti, di ragionare sul proprio lavoro in termini industriali, cosa che hanno sempre demandato agli editori, ma soprattutto c’è un’arretratezza generale nel capire come le tecnologie stiano cambiando tutto il lavoro giornalistico. C’è necessità, quindi, di partire dalla pratica, obsoleta – ma sempre fondante –  per arrivare a una teoria innovativa, sulla quale costruire la nuova filiera editoriale. Non esiste, a livello mondiale, nessuna ricetta. In ogni paese, regione, comune o quartiere nel quale si voglia aprire un organo d’informazione la questione necessita di studi e metodologie ad hoc. E’ necessaria una sartoria editoriale specifica e di dettaglio. Continua a leggere

Conferenze stampa digitali #digit16

digitalprIl digitale ha rivoluzionato anche l’ufficio stampa. Oltre all’utilizzo di mail e siti, per facilitare il lavoro dei giornalisti ora ci sono anche i social che sono diventati una primaria fonte d’informazione per gli addetti ai lavori  – fino a un paio danni fa sarebbe stato difficile trovare un lancio d’agenzia che ammettesse il fatto che la dichiarazione riportata: “è stata fatta su Facebook”. I social sono un canale di diffusione diretta per aziende e politici che bypassa i sistemi tradizionali usati dall’ufficio stampa, ne muta le dinamiche e cambia anche il sistema di relazioni che l’ufficio stampa ha con gli stessi giornalisti delle testate. Le dinamiche del settore delle relazioni, delle comunicazioni e degli uffici stampa, sono quindi mutate profondamente, ma soprattutto, sono tuttora in  rapido e continuo cambiamento. E’ necessario rispondere a questi cambiamenti e, soprattutto, mantenere attivi canali di comunicazione tra aziende/istituzioni e giornalisti, social media manager e blogger, senza farsi superare dalla realtà dei fatti.
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Animatori digitali #digit16

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“Se tua mamma dice che ti vuole bene, controlla” è questo l’insegnamento di Steve Butty, uno dei contributors del Verification Handbook, la guida alla verifica dei contenuti digitali realizzata con la collaborazione di esperti della BBCABC,  Digital First e e tra gli altri, Andy Carvin.

La verfica delle notizie è un degli elementi essenziali del metodo giornalistico e può essere interessante provare ad utilizzarlo in altri ambiti, magari in quello della scuola.

“Come fai a sapere questa notizia?” è una delle domande più frequenti che i giornalisti devono porre alle loro fonti, i direttori devono porre ai giornalisti e , potremmo aggiungere, gli animatori digitali devono insegnare ai ragazzi delle scuole per aiutarli a destreggiarsi nell’overload informativo e accrescere il loro senso critico. Continua a leggere

Second Screen #digit16

ddLa second screen experience è, come viene molto bene definita da Lillo Montalto Molella in un capitolo specifico ad essa dedicato del suo libro “ Real time journalism “,  : << un secondo schermo che completa l’esperienza della visione per lo spettatore multitasker, che non perde occasione di gestire  la propria reputazione inserendosi nella discussione di una comunità legata dagli stessi interessi >>.

Il primo schermo, cui l’esperienza second screen fa riferimento, è quello della Tv, il secondo schermo è quello del device digitale che utilizziamo in quel particolare momento  per realizzare questa esperienza condivisa: smartphone, tablet, pc. Il luogo/ambiente digitale in cui questa esperienza si realizza è un social media, preferibilmente Twitter, ma non ci sono particolari differenze, ogni altro schermo, ogni altro ambiente, inteso come ambiente sociale digitale online, va benissimo. Continua a leggere