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Le altre e ultime slide di #digit19 (pt2)

Buongiorno e bentornati da queste parti. Siamo a concludere il post precedente con le altre e ultime slide della nostra ultima edizione della manifestazione che si è svolta al PIN di Prato il 14 e 15 marzo scorso. La seconda giornata di #digit19 si è aperta con l’intervento di Vera Gheno e Bruno Mastroianni. Due ore di lingua italiana digitale (mi piace troppo questa definizione, speriamo piaccia anche a loro) mutuate direttamente dai loro ultimi libri in particolare dall’ultimo scritto insieme che si chiama “tienilo acceso”, dove il “robo” che non bisogna mai spegnere è il “cervello”, soprattutto quando si discute online sulle bacheche dei social e magari la discussione si accende un tantino. Due ore davvero partecipate dagli intervenuti e molto ben ragionate dai signori relatori che hanno saputo stupirci con effetti speciali senza usare nemmeno per 5 minuti un artificio tecnologico, ma con lavagna a mano e pennarelli punta doppia. L’esclusione di computer e schermi digitali nell’intervento di Vera e Bruno ci lascia il cuore e il cervello pieni di stupore e ammirazione, oltre che di utili insegnamenti, ma senza slide da poter condividere con chi non c’era o con coloro che volessero ripensare a quella bella lezione a cui hanno assistito il 15 marzo scorso. Posteremo qualche foto che siamo riusciti a procurarci grazie all’ottimo lavoro del nostro social media team coordinato da Marika Ciaccia e al nostro fotografo speciale Roberto Bozzeda. Ma non disperatevi fra qualche giorno l’intervento di Bruno Mastroianni e Vera Gheno sarà visibile in forma integrale in video grazie all’altro ottimo lavoro dell’equipe di ripresa di Sesto tv che ha realizzato come sempre  le riprese integrali della nostra manifestazione.

A seguire Bruno e Vera troviamo l’autore di un altro testo a nostro avviso fondamentale per stare in modo informato e coerente dentro alla nostra vita digitale – l’unica possibile – che si intitola Manuale di disobbedienza digitale. Si tratta di Nicola Zamperini, giornalista e comunicatore digitale sopraffino, per la prima (di una lunga serie di volte, speriamo) a digit. Ecco le slide del suo intervento che molto presto sarà godibile integralmente in video sul nostro canale digit-italia su You tube.

 

 

L’argomento algoritmico e la gestione dei dati ma soprattutto noi e i dati o meglio come fare a tornare ad essere persone e non solo conglomerato di byte da sfruttare per i possessori degli algoritmi di ricerca e previsione:  è stato l’argomento dello speech che ha seguito l’intervento di Zamperini a #digit19. Autore della relazione il professor Gian Luigi Ferrari dell’Università di Pisa, specialista informatico e capo del dipartimento di informatica dell’ateneo pisano.

Con le slide del professor Ferrari si è chiusa  la mattinata della seconda e conclusiva giornata di #digit19. Ad aprire gli interventi del pomeriggio dedicati a giornalismo e comunicazione troviamo il direttore di Ossigeno per l’informazione:  Alberto Spampinato,  in uno speech in cui si è  occupato di leggi e diritti per i professionisti dell’informazione.

Il pomeriggio di #digit19 è poi proseguito con l’intervento di Mario Tedeschini Lalli che ha presentato il suo kit di sopravvivenza digitale per le notizie archiviate o ridotte all’oblio o peggio cancellate del tutto dalla rete. Il grande giornalista ed esperto di mondi digitali ci ha raccontato come funziona l’Offshore journalism tooolkit realizzato da lui e dal collega Nicolas Kayser Brill grazie al finanziamento di Google erogato attraverso i progetti della digital news initiative

Sei autori per uno speech davvero singolare quello che segue nel nostro racconto della seconda giornata di #digit19. Si tratta di un vero e proprio esperimento di giornalismo, condotto da non giornalisti, e che ha portato quasi per caso, i sei alla scrittura di un libro. A seguire alcune delle slide dell’intervento dei sei autori di Depistaggi: Amalia Vergari, Luna Beggi, Giovanna Drudi, Flavio Romani, Paolo Cianci, Luca Palestini

E a concludere la prima edizione del nostro festival anno 2019 – ce ne saranno altre statene certi –  troviamo Marco Dal Pozzo, studioso di giornalismo e modelli sociali e nostro associato, che interviene sui temi della gig economy meglio nota nel BelPaese come l’economia dei lavoretti

E questo è tutto per il momento, fra qualche giorno, come già annunciato arriveranno i video integrali della manifestazione, grazie dell’attenzione e a presto 😉

Gli atti di #digit16: sugli animatori digitali

animatori-digitaliIniziamo qui la pubblicazione degli atti dell’ultima edizione della nostra manifestazione con il workshop: << Animatori digitali>>.

La premessa per la discussione è stata:

Strumenti come l’educazione ai media e il metodo giornalistico possono  consentire di superare la visione del  digitale solo come mondo rischioso e patologico ( vedi cyberbullismo, vedi hatespeech, vedi pedopornografia, vedi truffe e affini) e fa emergere, al contrario, un mondo  ricco di potenzialità, la cui essenza è la condivisione intesa come sapere condiviso.

Le scuole sono terreno privilegiato di lavoro in quest’ambito. Grazie al Piano di Nazionale per la Scuola Digitale sarà la figura dell’animatore digitale a guidare i ragazzi nella la sfida dell’innovazione, alimentando le loro ispirazioni e aspettative attraverso l’uso di strumentazioni e metodologie come Google Apps for Education, Classe 3.0, didattica digitale, cooperative learning, didattica esperienziale 3D, robotica condivisa.

Ecco qui di seguito gli atti del workshop: Continua a leggere

Del cyberbullismo e dell’oblio #digit16

cyberbullismo_550Un contributo originale e un contributo condiviso da raccogliere, mixare e pubblicare al volo per provare ad informare su una questione delicata e difficile che ci investe in maniera totale come cittadini, come genitori, ma ancora di più come esseri umani meglio se pensanti. Si prova a raccogliere dentro i rigidi steccati di una legge una materia multidisciplinare che andrebbe compresa in profondità prima di essere normata, a nostro avviso. Ma non è il nostro di parere quello che vogliamo riportare, bensì quello ben più autorevole  di Giovanni Boccia Artieri, sociologo dei media digitali, e di Deborah Bianchi, avvocato ed esperto di rete e diritti applicati al web. Continua a leggere