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Second Screen #digit16

ddLa second screen experience è, come viene molto bene definita da Lillo Montalto Molella in un capitolo specifico ad essa dedicato del suo libro “ Real time journalism “,  : << un secondo schermo che completa l’esperienza della visione per lo spettatore multitasker, che non perde occasione di gestire  la propria reputazione inserendosi nella discussione di una comunità legata dagli stessi interessi >>.

Il primo schermo, cui l’esperienza second screen fa riferimento, è quello della Tv, il secondo schermo è quello del device digitale che utilizziamo in quel particolare momento  per realizzare questa esperienza condivisa: smartphone, tablet, pc. Il luogo/ambiente digitale in cui questa esperienza si realizza è un social media, preferibilmente Twitter, ma non ci sono particolari differenze, ogni altro schermo, ogni altro ambiente, inteso come ambiente sociale digitale online, va benissimo. Continua a leggere

Analisi sociologica dell’uso di twitter #digit16

tweetIl 52% dei giornalisti italiani ha un account Twitter. Almeno fra quelli delle 28 testate analizzate nella ricerca che verrà presentata a #digit16. L’indagine, la prima condotta in Italia, ha preso in esame i giornalisti dei principali quotidiani nazionali (Corriere della SeraLa RepubblicaLa StampaIl Sole 24 Ore, L’UnitàIl Fatto quotidianoIl ManifestoIl FoglioIl GiornaleLiberoIl Messaggero), agenzie stampa (AnsaAdnkronos), tv news (Tg1Tg2Tg3Tg4Tg5Studio Aperto,   TgLa7 ,   SkyTg24RaiNews24TGCOM24) e testate online (FanpageHuffington PostIl Post, Lettera43,LINKIESTA). Mediante l’analisi dell’interpretazione della transparency, del gatekeeping e dell’audience engagement – vale a dire alcune delle norme e pratiche proprie della cultura giornalistica e della cultura partecipativa dei media digitali – sono state ricostruite le modalità di adattamento di 1.202 giornalisti alla piattaforma. Ne esce un quadro ambivalente: “giornalisti in mezzo al guado” fra obiettivi di promozione e reinterpretazione della funzione di gatekeeper. Continua a leggere

La prima volta del giornalismo digitale

Il tempo è un concetto relativo, grazie al grande Albert Einstein l’abbiamo capito in tanti. Ebbene nel mondo in rapida rivoluzione grazie all’avvento della cultura digitale il concetto di tempo assume ancora di pù un diverso significato. La vita dentro la rivoluzione digitale scorre in modo fortemente accelerato. Quattro anni, quasi cinque, visti attraverso questa lente possono diventare un’epoca intera. Una fase conclusa e già trascorsa. Un mondo superato in cui le cose sono già mutate completamente e di cui però, almeno a nostro avviso, non vorremmo fossero perdute le tracce. E allora via all’operazione “digit/nostalgia” esattamente 4 anni dopo proviamo a ragionare su cosa è successo in quei primi due giorni di digit, 4-5 luglio 2012, a Firenze, e vi riproponiamo in forma integrale – scritta e in video – il primo panel della prima edizione della nostra manifestazione, giunta quest’anno al quinto anno. Digit16 si svolgerà a Prato presso la Camera di Commercioil 21 e 22 ottobre. Cediamo la parola brevemente a Paolo Ciampi, all’epoca presidente dell’Associazione Stampa Toscana, co-ideatore e sponsor unico attraverso il sindacato toscano di quel primo appuntamento, così vicino eppure lontanissimo nel tempo. Nelle sue parole, nel breve prologo introduttivo a presentazione dell’evento, viene riassunto in modo chiaro lo spirito della nostra manifestazione, lo stesso che anche oggi ci muove ad andare avanti e a proporre ogni anno una serie di appuntamenti di formazione e dialogo per approfondire i concetti che stanno alla base e compongono questo mutamento profondo, inarrestabile e incontrovertibile che si chiama “rivoluzione digitale”.

” digit anno primo parola d’ordine << caos creativo >> dice Paolo Ciampi, non è un convegno, non è un classico appuntamento di dibattito e/o discussione, si tratta del primo incontro il nostro, di questo genere, finora in Italia niente di tutto questo è mai stato fatto. Qui proviamo a parlare solo di giornalismo digitale. E’ anche una sfida in un momento in cui si parla più di crisi del giornalismo. Noi vorremmo parlare di rinascimento digitale grazie anche all’informazione “. Continua a leggere